Biografia

I Good Charlotte sono una band che non ha bisogno di presentazioni. Nato come fenomeno Pop-Punk a Woldorf, nel Maryland, nel 1996, il gruppo – Joel Madden (voce), Benji Madden, suo fratello gemello (chitarra), Billy Martin (chitarra), Paul Thomas (basso) e Dean Butterworth subentrato da poco (batteria) – hanno venduto finora oltre 10 milioni di dischi, firmato innumerevoli hit come “The Anthem,” “Lifestyles Of The Rich & Famous” e “Hold On” e condiviso il palco con molti illustri colleghi, da Justin Timberlake a Third Eye Blind.

Dopo quattordici anni di carriera sfolgorante e ricca di successi, la band è entusiasta di pubblicare “Cardiology” – quinto album di studio nonché primo lavoro pubblicato dall’etichetta Capitol Records – a quasi un decennio di distanza dal disco di debutto “Good Charlotte”. “Quando ascolto il nostro primo disco lo trovo puro e credo che con questo nuovo lavoro siamo riusciti a ritrovare quella sensazione, evitando però di ripetere ciò che abbiamo fatto in passato” – spiega Joel. “Ascoltando questo album provo la stessa sensazione di eccitazione di quando ci siamo avvicinati per la prima volta al mondo della musica, e tutto questo è stato rigenerante per noi.”

Al fine di raggiungere lo stato mentale ideale per poter comporre “Cardiology”, i Good Charlotte hanno dovuto innanzitutto prendersi una pausa dagli impegni lavorativi come band per dedicarsi maggiormente alla loro vita privata. “Negli ultimi anni la maggior parte di noi ha messo su famiglia e ha vissuto nuove esperienze, dunque con questo nuovo disco abbiamo voluto abbattere quel muro che potremmo avere eretto nel corso degli anni cercando di coinvolgere nuovamente i nostri fan, come avevamo fatto negli album precedenti”. Spiega Benji: “Amo tutto ciò che abbiamo fatto finora, ma ammetto che alcune volte abbiamo costruito una sorta di autodifesa in alcuni dischi, mentre per questo album abbiamo deciso di scrivere tutto ciò che proveniva dal cuore, tornando così ad essere vulnerabili.”

Per dare un’impronta indelebile al carattere personale di “Cardiology”, lo scorso Gennaio la band è entrata in studio con un produttore di vecchia data, Don Gilmore (produttore dei Linkin Park, Avril Lavigne). “Già dal primo giorno in studio con Don, abbiamo capito che l’atmosfera era quella giusta e l’intero album è stato completato in sei o otto settimane perché [Don] aveva inteso perfettamente la nostra visione e il tipo di progetto che volevamo realizzare questa volta.” Benji ricorda, aggiungendo che canzoni di spicco come “Silver Screen Romance” e l’energetico primo singolo “Like It’s Her Birthday” sono state scritte proprio durante le registrazioni, quando la band al completo ha sentito dentro di sé una carica creativa senza precedenti. “E’ stato così emozionante vedere queste canzoni prender forma che non volevamo più smettere di scrivere.”

Dalle emozionanti musicalità pop di “Sex On The Radio”, a tracce più lente e delicate quali “1979” e “Harlow’s Song (Can’t Dream Without You)” e pezzi energici in cui il sound dei sintetizzatori fa da padrone come “Like It’s Her Birthday” e “Last Night”, “Cardiology” è un esempio delle molteplici identità musicali dei Good Charlotte e vede l’unione di diverse influenze artistiche in un album dà prova della grande versatilità della band. “Una delle cose di cui sono più orgoglioso è che la band non ha mai pubblicato due dischi musicalmente simili e penso che questo ci abbia aiutati a rimanere sulla cresta dell’onda per lungo tempo.”

Benji risponde così quando gli vengono fatte domande sulla versatilità dell’album: “Credo che in questo disco ci siano elementi che ricordano il nostro primo album, ma ce ne sono anche altri che ricordano Good Morning Revival (2007)”.

“Diversi testi di questo disco raccontano i cambiamenti nella mia vita”, spiega Joel, che ha avuto il suo secondo figlio lo scorso Settembre. “Ci sono canzoni come “Harlow’s Song (Can’t Dream Without You)” che parlano esplicitamente del rapporto con i miei bambini o dell’essere innamorati e di come l’essere coinvolto in una relazione abbia dato una nuova prospettiva ala mia vita, ma ci sono anche molti testi più introspettivi”.

“There She Goes” è un esempio chiaro di come la band sia incline al cambiamento. E’ una canzone in cui i Good Charlotte ritornano a parlare delle loro vicende personali che li hanno avvicinati ai loro innumerevoli fan di tutto il mondo e nella quale i membri del gruppo parlano ancora una volta a cuore aperto di quelle storie che portano anche tatuate addosso.

“Ovviamente stiamo tutti vivendo esperienze differenti nelle nostre vite, ma cerchiamo di trasmetterle ai nostri fan con la stessa onestà che da sempre caratterizza la nostra musica”.

Tale sincerità è presente in tutti i brani di “Cardiology” e la band è fiera di aver avuto la possibilità di realizzare al 100% ciò che realmente voleva comunicare con questo lavoro.

“Penso che gran parte di queste testi avrebbero potuto essere scritte alcuni anni fa, e spesso l’ingrediente segreto è proprio il tempo”, spiega Benji citando “1979” una delle canzoni di cui è particolarmente orgoglioso. “Tutti i nostri fan che ci seguono da sempre conoscono perfettamente la vicenda dell’abbandono di nostro padre, ma con ‘1979’ ho voluto far conoscere anche i momenti in cui i miei genitori erano insieme ed erano felici”, continua. “E’ una delle canzoni che non avrei potuto scrivere fino a pochi anni fa e credo che questo faccia parte della crescita”.

In definitiva, per quanto “Cardiology” rifletta le esperienze vissute dai membri del gruppo, dà anche uno sguardo al futuro e in particolare al prossimo decennio dei Good Charlotte..E la band non potrebbe essere più entusiasta di scoprire cosa ha in serbo il futuro. “Mi fa sorridere il fatto che perché ho vissuto molto più tempo come membro della band, che non il contrario”, spiega Benji. “Non ho mai avuto una storia così lunga, neanche con mia moglie o con una mia ex fidanzata, ma ho avuto una relazione assolutamente fantastica con la mia band tanto da arrivare anche a superare molti problemi che non penso altre band sarebbero state in grado di affrontare perché sappiamo come comunicare tra noi senza esaurirci”, aggiunge.

“Le opportunità arrivano e noi avremmo potuto mollare e pensare alla nostra vita, ma non lo abbiamo mai fatto e questo mi dà la forza di credere che un giorno potrò affrontare tutto ciò che capiterà”, continua Benji. “Per arrivare a realizzare Cardiology, ci abbiamo impiegato quindici anni di duro lavoro, ma ci sono casi in cui il trascorrere del tempo è l’unico ingrediente necessario e non devi avere fretta”, aggiunge. “Ecco cosa significa per me questo disco e credo che i nostri fan possano capire di cosa parlo, e apprezzare tutto ciò”